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Dic 10

Telefonia

Mi è capitato oggi di dover gestire un ambiente di test interconnesso con la rete telefonica. Riporto qui un po’ di appunti, soprattutto per evidenziare l’abbondanza di acronimi nei quali ci si imbatte. E’ solo una lista di acronimi, non la spiegazione di cosa siano. Sul web trovate un sacco di risorse che vi spiegano i dettagli.

  • PSTN (Public Switched Telephone Network) ora più nota in Italia come
  • RTG (Rete Telefonica Generale) è l’Internet della telefonia, anzi, Internet sfrutta la RTG.

Ma talvolta con PSTN intendiamo la vecchia rete commutata (quella che meccanicamente sostituiva il lavoro delle centraliniste con gli spinotti) ma un  acronimo più adeguato è

  • POTS (Plain Old Telephone Service, ma che qualche tempo fa significava Post Office Telephone System).

La rete telefonica italiana, poi, si struttura in quattro livelli (il primo è il più vicino all’apparecchio telefonico di casa, l’ultimo è il più generale):

  • SL (Stadio di Linea) è la centrale da dove parte il famoso ultimo miglio; ce ne sono circa 10.500 che coprono 8100 Comuni;
  • SGU (Stadio di Gruppo Urbano) a cui si collegano più SL: ce ne sono 628, gli SL sono a loro collegati tramite cavo interrato o ponte radio;
  • SGT (Stadio di Gruppo di Transito, o centrali interurbane) a cui accedono gli SGU (ce ne sono 65). Questi numeri non sono certi, fonti diverse riportano numeri leggermente diversi. Diciamo che ci sono 104 SL, 102 SGU e 101 SGT. Giusto l’ordine di grandezza. Queste SGT sono collegate tramite 3 gateway (che si trovano a Milano, Roma e Palermo) alla
  • OPB (Optical Packet Backbone) la dorsale a fibre ottiche internazionale
  • BBN è la dorsale nazionale (Back Bone Nazionale), che dovrebbe sostituire la rete basata su SL/SGU/SGT, da non confondersi con Bolt, Beranek & Newman, l’azienda che ha partecipato alla nascita di Internet (la BBN è dove lavorava Ray Tomlinson. Sì, proprio quello che ha inventato l’email). Ah! Backbone in Anatomia è la colonna vertebrale.

Ogni punto di accesso (il singolo telefono), poi, può al suo interno articolarsi in una piccola sottorete interconnessa che accede alla rete telefonica tramite un

  • PBX (Private Branch Exchange), volgarmente detto centralino e a volte detto
  • PABX (Private Automatic Branch Exchange), che può svolgere varie funzioni:
  • ACD (Automatic Call Distribution)
  • CTI (Computer Telehony Integration)
  • DISA (Direct Inward Selection Access)
  • IVR (Interactive Voice Response) che esistono in modalità di accesso vocale o tramite
  • DTMF (Dual Tone Multi Frequency), la tastiera a toni.

D’altro canto io necessitavo di far accedere un servizio da un server remoto, che a sua volta è collegato al suo PBX tramite il protocollo

  • SIP (Session Initiation Protocol), protocollo a livello di applicazione basato su
  • IP (Internet Protocol), e impiegato principalmente in applicazioni
  • VoIP (Voice over IP)

ma l’ingegnere mio collega mi ha detto di farlo su una

  • VPN (Virtual Private Network)

L’alternativa di esporre il servizio su internet?

  • MPC (omissis, su Google non lo trovo…)

mi ha risposto.

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