Brian Kernighan e il suo modo di fare debugging

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Leggo con sorpresa nel sito dell’Apache Group, a proposito di log4j, un tool che permette di far loggare in modo controllato una applicazione che gli colleghiamo, che Brian Kernighan (l’autore del famosissimo The C Programming Language, con Dennis Ritchie, inventore dello stesso linguaggio C) preferisce vedere l’output dell’applicazione per controllarne il comportamento e gli errori, piuttosto che usare i debugger.

Letteralmente (tratto da “The Practice of Programming”, con Rob Pike, Addison-Wesley Professional, 1999)

As personal choice, we tend not to use debuggers beyond getting a stack trace or the value of a variable or two.

One reason is that it is easy to get lost in details of complicated data structures and control flow; we find stepping through a program less productive than thinking harder and adding output statements and self-checking code at critical places.

Clicking over statements takes longer than scanning the output of judiciously-placed displays. It takes less time to decide where to put print statements than to single-step to the critical section of code, even assuming we know where that is.

More important, debugging statements stay with the program; debugging sessions are transient.
(Fonte)

Io, da quando programmo per il web, uso questa modalità: sinceramente, pensavo di essere un troglodita ma sono felice di vedere che sono in buona compagnia!

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