Feb 09

Efficienza del fotovoltaico al 44%

Spread the love

Molecola di pentaceneUniversità di Cambridge, Laboratorio Cavendish, guidato all’inizio dell’epopea della Fisica del XX secolo da J.J. Thompson e Ernest Rutherford. Siamo ai giorni nostri, precisamente il 18 gennaio 2012: un prototipo di cella fotovoltaica ibrida al pentacene (cinque anelli aromatici – benzene – uno adiacente all’altro) raggiunge un fattore di conversione del 44%. Merito della squadra capitanata da Bruno Ehrler. La data è quella della pubblicazione dell’articolo Singlet Exciton Fission-Sensitized Infrared Quantum Dot Solar Cells, è disponibile l’abstract su web.

Dunque per ogni Watt incidente in un’area, 0.44 Watt sono disponibili sotto forma di elettricità, il resto “va in calore”, cioè riscalda il pannello.

È una delle notizie più eccitanti delle ultime ricerche sulla conversione fotovoltaica, perché questa struttura ibrida da’ la possibilità di scavalcare il limite teorico di Schockley-Queisser che fissa la massima efficienza per una cella a singola giunzione pn al 33% (articolo su Wikipedia sul limite di Shockley-Queisser). Le strutture tandem (o multigiunzione) sono infatti uno dei metodi conosciuti per superare questo limite teorico.

Strabiliante, soprattutto se si pensa che l’efficienza delle celle attualmente disponibili in commercio si aggira attorno al 15%.

Forse il salto di qualità rende più l’idea se pensiamo alla superficie occupata dai pannelli fotovoltaici. Con il 15% di rendimento, per avere un impianto che lavora a 4 kW di picco ho bisogno di una superficie di pannelli di 27 m2, mentre al 44% me ne basta un terzo, 9 m2!

Leggi l’articolo su zeroEmission.

Lascia un commento

Your email address will not be published.