«

»

Giu 23

Alan Turing (23 giugno 1912 – 7 giugno 1954)

Sentii parlare di Alan Turing per la prima volta al corso di Automi e linguaggi formali nel 1988. Era tenuto dal prof. Pagello al DEI dell’Università di Padova, corso che credo ora vada sotto il nome di Informatica Teorica. Seguii il corso ma non diedi l’esame. Ma mi rimasero impresse molte cose profonde, come la tesi di Church, il problema della computabilità. E, ovviamente, la macchina di Turing. Si descriveva un macinino che poteva solo scrivere un 1 o uno 0 in un nastro infinito che poteva avanzare di un passo per volta verso destra o verso sinistra.

Mi dissero che una funzione è computabile se la può calcolare una macchina di Turing.

Pensai che fosse una meraviglia, il più potente calcolatore che potevamo pensare non poteva essere più potente di questo macinino, e mi venne subito in mente l’astrazione meravigliosa della macchina di Carnot per la Termodinamica. Carnot era un ingegnere. Turing un matematico. Oggi ricorrono i cento anni dalla sua nascita.

Conobbi la storia di Turing leggendo nel 2000 il bellissimo libro di Simon Singh “Codici e Segreti” (scheda) e mi rimase nel cuore la sua triste vicenda umana. Ne parlai ai ragazzi delle classi quarte dell’ITIS Zuccante due anni dopo, quando tenni due giorni di lezione sulla crittografia e l’ecommerce: in una lezione tecnica non era forse il caso di parlare di omosessualità, di discriminazione. C’erano anche i miei ex insegnati tra gli uditori, mi sembrava di eccedere. Ma venuto il momento di parlare di Turing e di Enigma, non ci pensai e lo feci e raccontai come la polizia venne a sapere dei suoi costumi sessuali, di come fu da quel momento in poi sottoposto a internamento in nome di una ipocrita moralità. Spero che questa storia sia rimasta anche nei loro cuori. Una storia che non parla solo di omofobia, ma anche di ingratitudine, ottusità e cattiveria.

Sicuramente lui ha lasciato molto nel nostro mondo. Morì suicidandosi addentando una mela avvelenata, che venne trovata accanto al cadavere. Una mela con un morso. Sembra il logo della Apple. Steve Jobs, quando gli fu chiesto se c’era qualche relazione tra le due cose, disse “No, ma ci piacerebbe tanto che ci fosse”.

Aggiungo il collegamento ad una risorsa che riporta l’articolo scritto da Turing il 12 novembre 1936 nel quale descrive per la prima volta la sua macchina calcolatrice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>