«

»

Lug 13

Amarcord…

… in preda a nostalgia, mi ricordo un evento che credo risalga al 1987, novembre o giù di lì, faceva buio presto.

Non so perché, decisi di partecipare ad un seminario che si teneva nell’Aula A del Dipartimento di Fisica Galileo Galilei di Padova. Il relatore era un fisico italiano che lavorava al CERN che era venuto a parlare di Modello Standard. Non ne rammento il nome. Anzi no. Lo rammento bene. Era Sergio Ferrara! Io all’epoca ero forte della mia appena iniziata Analisi II (sapevo cos’era uno jacobiano!!!) e della incrollabile convinzione che Ingegneria fosse la facoltà in cui si faceva più matematica di tutte. Vai a capire perché da pischelli ti fai facilmente di queste pippe. Come prima cosa mi stupii dell’aula: non ci ero mai entrato (ci sarei tornato dopo qualche mese a vedere gli esperimenti di interferenza coi laser): mi sembrava la sala macchine del Nautilus!, con tre strumenti analogici enormi fissati nella parete antistante l’uditorio (barometri? amperometri? non ho mai indagato, ma oggi ho saputo che erano voltmetri e amperometri… tuttavia, in questo storico articolo e in questo, anche più dettagliato, è spiegato come era stata allestita a quel tempo l’aula Rostagni (“aula A”) di 300 posti.), tre lavagne lunghe e basse, una fila di interruttori a leva… Mancava solo l’organo di Nemo! Insomma una costruzione moderna ai tempi di Mussolini – ai quali il dipartimento risale -, ma così grottesca ai miei occhi di ragazzino degli anni ’80.

Insomma, l’aula è gremita di fisici, professori, ricercatori e qualche studente. Arrivo quando il tipo ha già iniziato la sua lezione e progressivamente vengo colto da un senso di panico. Parla di cose che mi sembrano meravigliose ma di cui capisco solo l’abissale distanza dalla mia piccola matematica: gruppi abeliani, superalgebre, commutatori, parentesi di Lie e poi bosoni vettoriali, simmetria, supersimmetria, quark, leptoni, …

Uscii esterrefatto: non avevo capito niente ed era crollata l’idea balzana di ingegneria come facoltà più matematica di tutte: “i fisici ci battono alla grande” mi dissi, “eeehh ma vedrai che in Analisi due, massimo massimo in Metodi Matematici per l’Ingegneria facciamo anche tutte queste cose qui”.

No. Tornato a casa, presi in mano il bollettino e cominciai a cercare tutti i corsi che parlavano di matematica. Mi resi conto ben presto che non avrei mai studiato quelle cose. Ci rimasi male, ma questo evento mi accese il grande desiderio di arrivare a quelle vette. Che purtroppo rimase tale. Non mi fidai dei miei poveri mezzi.

Solo qualche anno prima ascoltavo questa bellissima canzone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>