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Feb 23

Trappist 1: una stella “vicina” che ha ben 7 pianeti potenzialmente abitabili

In un comunicato stampa del 22 febbraio 2017 la NASA ha annunciato la scoperta di un numero ragguardevole di pianeti delle dimensioni della Terra che si trovano in una zona abitabile attorno una singola stella, chiamata TRAPPIST-1. Questo sistema di sette mondi rocciosi potenzialmente con acqua sulla loro superficie, è una scoperta emozionante nella ricerca di vita su altri mondi. C’è la possibilità che lo studio che si farà in futuro di questo sistema planetario davvero unico possa rivelare condizioni adatte per la vita.

NASA Exoplanets Exploration (link)

TRAPPIST (acronimo per TRAnsiting Planets and PlanestIsimals Small Telescope) è il nome di un piccolo telescopio (specializzato per osservare transiti di esopianeti) installato nel deserto di Atacama in Cile (Osservatorio di La Silla) che ha permesso ad una equipe di astronomi belgi di effettuare la scoperta. Le misurazioni con TRAPPIST sono state effettuate durante l’autunno 2015 e hanno rilevato la presenza di tre pianeti. L’impiego successivo di una rete di telescopi terrestri: il VLT (Very Large Telescope) di Eso, l’Himalayan Chandra Telescope in India, lo UK Infrared Telescope e lo Spitzer Space Telescope, ha consentito di individuare altri 4 pianeti. È questa ulteriore scoperta ad avere puntato i riflettori dei media su questo lavoro di ricerca che prima era rimasto nel circolo degli specialisti.

TRAPPIST-1 è una nana rossa, una piccola stella di temperatura superficiale compresa tra 2700 e 3500 K (il nostro sole ha una temperatura superficiale di quasi 6000 K ed è classificato come nana gialla) e dista da noi circa 40 anni-luce, che equivale a 400.000 miliardi di km. Il suo diametro è un decimo di quello del sole.

I sette esopianeti potenzialmente abitabili si trovano in una fascia di orbite di diametro inferiore all’orbita di Mercurio intorno al Sole.

La vicinanza dei pianeti alla stella avrebbe indotto la risonanza tra periodo orbitale e periodo di rivoluzione, analogamente a quanto avviene tra la Terra e la Luna, per cui i pianeti mostrerebbero sempre la stessa faccia alla stella.

I pianeti situati nella fascia di abitabilità potrebbero contenere acqua in superficie, il che rende probabile lo sviluppo di forme di vita.

La scoperta di pianeti extrasolari è iniziata nel 1989 ed è continuata progredendo (molto rapidamente dal 2014) con il numero delle scoperte grazie alle tecniche di rivelazione e al potenziamento degli strumenti.

Exoplanet Discovery Methods Bar.png
Di Aldaron, a.k.a. AldaronOpera propria, Pubblico dominio, Collegamento

Sostanzialmente nella maggior parte dei casi (come riportato nel grafico) la scoperta di questi pianeti avviene misurando le variazioni di luminosità che avvengono durante le eclissi della stella a causa dei pianeti che passano davanti.

Google ha pubblicato un simpaticissimo Doodle per celebrare la scoperta.

Ultima considerazione: non c’è alcun legame tra il nome del telescopio, la nazionalità dei ricercatori che hanno firmato il primo articolo su TRAPPIST-1 e la nazionalità delle birre trappiste, incidentalmente belga.

#Fonti: Nasa/JPLWikipedia – Temperate Earth-sized planets transiting a nearby ultracool dwarf star, Michaël Gillon1, Emmanuël Jehin e altri – Trappist-1

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